Il monopattino elettrico, a partire dal 2019 in poi, è diventato uno dei protagonisti della mobilità urbana nelle grandi città italiane ed europee.

Basti pensare che in città come Parigi, Roma e Milano sono presenti rispettivamente 15 mila, 11 mila e 7 mila monopattini in sharing, con un mercato potenziale pari a 30 miliardi di dollari.

Ma quindi, perché vi è stata questa monopattino-mania diffusa negli ultimi due anni?

In primo luogo gli abitanti delle aree urbane densamente popolate ricercano un servizio che sia comodo per gli spostamenti e, senza dubbio, i monopattini risolvono in maniera egregia questa problematica, essendo disponibili al noleggio nei punti nevralgici delle città; in particolare nelle zone in cui la popolazione ha un bisogno maggiore di mezzi di trasporto negli orari di punta.

Il monopattino è un mezzo comodo da utilizzare, su qualsiasi tipo di superficie, dall’asfalto ai portici con pavimentazione levigata fino ai ciottoli, permettendo al cliente di risolvere il problema del traffico guidando con prudenza fra i vari veicoli, risparmiando fino al 30% del tempo sulle tratte medio-corte.

Il monopattino drivio risolve il quotidiano problema del parcheggio: può essere lasciato quasi ovunque, tranne che davanti a passi carrabili o all’interno di proprietà private. Permette inoltre al cliente di poter viaggiare da solo evitando le folle presenti nei mezzi pubblici, consentendo inoltre allo stesso possibilità di movimento quando questi ultimi, sopratutto durante la notte, non sono disponibili.

Il monopattino drivio, avendo un’altezza pari a 1 metro e 10 centimetri, permette al conducente di assumere una posizione naturale durante l’utilizzo, annullando totalmente lo sforzo fisico e potendo raggiungere una velocità massima di 25 km/h, tre volte rispetto ad una camminata veloce.

Il consumo di CO2 per un monopattino drivio è inoltre quasi nullo: è stimata un’emissione di 2.5 grammi per km contro i 103 grammi per km di un’auto elettrica diminuendo quindi le emissioni.

Spread the love